ID proprietà : 1/c

Affitto 30.000,00€ - Ufficio
285 2 Bagni 2 Garage
 
 Aggiungi ai Preferiti
Stampa

Ampio spazio terziario e commerciale in elegante immobile classe A

Immobile al piano primo, di mq. 285 frazionabili, luminoso, in nuova costruzione, cl. A. Box e posti auto. Il complesso si caratterizza per l’alta qualità dei materiali da costruzione e le tecnologie innovative impiegate.
L’area si colloca nel nuovo centro civico di Nembro in posizione strategica rispetto a servizi pubblici di primaria importanza quali la nuova tranvia Bergamo – Albino la superstrada 35 e la nuova superstrada che collega la valle Seriana verso le arterie di principale comunicazione del nord Italia.
Percorsi ciclopedonali, la piazza mercato pedonale di sovrappasso della strada provinciale 35 collegata a scuole e negozi, la rotatoria realizzata a valle del Municipio di Nembro, completano il quadro urbanistico e garantiscono ampia visibilità e accessibilità al complesso.
Richiesta euro 30.000 annue
Possibilità affitto con riscatto.

informazioni su Nembro

Nembro è un comune italiano di 11.625 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato sulla destra orografica del fiume Serio, in Valle Seriana, si trova circa 9 chilometri a nord-est del capoluogo orobico. Il comune fa parte della Comunità Montana della Valle Seriana.

testimonianze rilevanti di archeologia industriale sono l’abbozzo di “villaggio del lavoro” di Benigno Crespi, concepito per gli operai del cotonificio, con annessa villa padronale (ex-Fabiani) del direttore (oggi demolito il primo e in stato d’abbandono la seconda), che completò in seguito portando e ampliando il progetto a Crespi d’Adda, nonché la ex-Filatura Blumer, edificata da Giovanni Blumer nel 1870, complesso industriale del quale facevano parte anche alcune case operaie. L’industria, che impiegava circa 300 operai, era costituita da due centrali poste in corrispondenza dei salti dell’acqua della roggia, a nord e a sud. Nel 1936, per opera della famiglia Fraschini, la filatura fu trasformata in una ditta metallurgica.

Qualche esempio di architettura signorile in stile Liberty (noto anche come floreale o Art Nouveau) è offerto da alcune dimore presenti nel paese, fra le quali la villa che fu dell’artista Nicola Savoldi e altre, quali villa Gambarelli, caratterizzata da eleganti affreschi ornamentali esterni che corrono lungo il perimetro dell’edificio all’altezza del tetto. Tra gli edifici civili di valore architettonico vanno menzionati casa Bonomi, la cui parte bassa risale al XV secolo, mentre quella alta, posteriore, al XVII secolo e il notevole edificio seicentesco soprannominato “ol Palas di lader” (Il Palazzo dei ladri), con saloni dai soffitti in legno a cassettoni, ex-sede della Biblioteca.

Per quanto riguarda l’ambito naturalistico e il tempo libero, numerosi sono gli itinerari che si sviluppano sul territorio comunale. Tra questi merita menzione il percorso-vita che, con fondo lastricato, tocca il Santuario dello Zuccarello e raggiunge la frazione Lonno. Si segnalano anche i numerosi sentieri che raggiungono i monti circostanti, tra cui il Cereto, il Valtrosa (antico nome del monte Valtrusa citato da Bartolomeo Vitalba fin dal 1477), il Podona ed i paesi di Selvino e Salmezza.

Lungo tali percorsi si trovano esempi di architettura rurale, che presenta varie tipologie di edifici. Fra queste vanno citati i nuclei delle frazioni di Piazzo e Trevasco. A Piazzo si segnala il villino Rumi, legato alla famiglia dell’industriale e pittore Donnino Rumi, che guidò l’azienda omonima di motociclette sino al 1960, mentre a Trevasco è d’interesse l’edificio detto “Palàs” (Palazzo) e, nel Catasto del 1903, “Casino”, in stato di grave abbandono, con segni dell’antica presenza di pregevoli affreschi. Alle pendici del monte Voltrosa (o Valtrusa) vi sono le cosiddette “Ca’ Olt” (Casa alta) e “Ca’ Bas” (Casa bassa), che presentano tratti architettonici a metà fra il casolare e il rustico, nonché la Casa “di Navanzino” (ex-Savoldi), nel XIX secolo tenuta agricola, oggi in stato di conservazione precario. Infine, il fondo San Pietro con il casino di caccia detto “Canaletta”, edificio giallo ocra, dalla caratteristica e severa pianta rettangolare estesa in lunghezza, risalente al XVIII secolo e che conserva opere di Nicola Savoldi.[9] Adiacente al fondo boschivo padronale si trova l’interessante nucleo abitativo noto come località Botta, nel XVII secolo adibito a convento, che presenta oggi qualche residuo di architettura contadina.[10] Da notare in molti di questi edifici un tratto caratteristico dell’architettura bergamasca, come rilevato da Luigi Angelini[11]: le balconate di legno con i montanti collegati al tetto destinate a reggere prodotti del campo da essiccare, ma anche elemento decorativo dominante.

Inoltre va menzionata la Ciclovia della Valle Seriana che transita sul comune lungo il corso del fiume Serio e che offre passeggiate a piedi o in bicicletta di carattere naturalistico, permettendo la riscoperta e la valorizzazione di spazi un tempo abbandonati all’incuria. Tale zona è stata recentemente interessata dall’istituzione di un PLIS denominato NaturalSerio che ha l’intenzione di preservare e valorizzare ulteriormente il territorio posto tra la riva del fiume Serio e le rogge che da esso derivano, tra le quali la Roggia Serio Grande, la roggia Morlana e, sul versante orografico sinistro, la roggia Borgogna-Pradalunga.

Esistono anche due musei, il Museo Pietre Coti Valle Seriana (MUPIC) ed il Museo della Miniera. Entrambi intendono ricordare quella che per secoli è stata la principale vocazione di Nembro e dei nembresi: il lavoro nelle miniere. Il primo tende a valorizzare lo strumento della pietra cote e a raccontare le condizioni di vita della gente nei secoli scorsi; il secondo focalizza maggiormente l’attenzione sulle condizioni di vita dei minatori e degli emigranti.

http://fiaip.it

Caratteristiche

Altre Proprietà